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	<title>Elezioni Gioia Tauro &#187; &#8216;ndrangheta</title>
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	<description>Il Blog sulle Elezioni Comunali di Gioia Tauro</description>
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		<title>Bruciata auto candidato sindaco Gioia Tauro</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 22:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOIA TAURO &#8211; Incendiata l&#8217;auto di Renato Bellofiore, candidato a sindaco di Gioia Tauro nel turno di ballottaggio domenica e lunedi&#8217; prossimi.La vettura era parcheggiata sotto casa del politico ed e&#8217; andata distrutta. Bellofiore e&#8217; candidato col sostegno di due liste civiche, &#8216;Bellofiore&#8217; e &#8216;Cittadinanza democratica&#8217;. Al ballottaggio dovra&#8217; confrontarsi con il candidato del centrodestra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Incendiata l&#8217;auto di Renato Bellofiore, candidato a sindaco di Gioia Tauro nel turno di ballottaggio domenica e lunedi&#8217; prossimi.La vettura era parcheggiata sotto casa del politico ed e&#8217; andata distrutta.</p>
<p>Bellofiore e&#8217; candidato col sostegno di due liste civiche, &#8216;Bellofiore&#8217; e &#8216;Cittadinanza democratica&#8217;. Al ballottaggio dovra&#8217; confrontarsi con il candidato del centrodestra Umberto Pirilli. Le indagini sono condotte dalla polizia.</p>
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		<title>NDRANGHETA, ARRESTATI SINDACI DI GIOIA TAURO E ROSARNO</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) &#8211; Il sindaco ed il vicesindaco di Gioia Tauro in carica al momento dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, avvenuto nell&#8217;aprile scorso, ed il sindaco di Rosarno, sono stati arrestati dalla polizia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta stamani contro i vertici della cosca Piromalli di Gioia Tauro, la piÃ¹ potente della &#8216;ndrangheta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA)  &#8211; Il sindaco ed il vicesindaco di Gioia Tauro in carica al momento dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, avvenuto nell&#8217;aprile scorso, ed il sindaco di Rosarno, sono stati arrestati dalla polizia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta stamani contro i vertici della cosca Piromalli di Gioia Tauro, la piÃ¹ potente della &#8216;ndrangheta. Si tratta di Giorgio Dal Torrione, Rosario Schiavone e Carlo Martelli. I tre amministratori sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. Nell&#8217;operazione sono stati anche arrestati Gioacchino Piromalli e suo nipote omonimo, entrambi considerati ai vertici della cosca.</p>
<p>ACCUSA SINDACI PER LAVORO NIPOTE BOSS  &#8211; I tre amministratori di Gioia Tauro e Rosarno arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa erano indagati da alcuni mesi perche&#8217; accusati di avere dato la loro disponibilitÃ  a far lavorare per i rispettivi Comuni l&#8217;avvocato Gioacchino Piromalli, di 39 anni, anche lui arrestato stamani, dopo una condanna per associazione mafiosa, favorendo cosÃ¬ il suo reinserimento. In realtÃ , secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, gli amministratori avrebbero concorso al perseguimento delle finalitÃ  della &#8216;ndrina dei Piromalli. Nell&#8217;inchiesta Ã¨ indagato anche il sindaco di San Ferdinando, ma nei suoi confronti non risulta sia stato emesso alcun provvedimento. Era stato lo stesso Gioacchino Piromalli, nipote omonimo dell&#8217;altro arrestato di oggi ritenuto uno degli elementi di vertice della cosca, a chiedere al Tribunale di sorveglianza di poter far fronte al giudizio del Tribunale di Palmi, che lo aveva condannato a un risarcimento civile di 10 milioni di euro nei confronti dei tre Comuni, lavorando, vista la sua non disponibilitÃ  economica, per conto degli Enti. Lo stesso Piromalli aveva fatto richiesta ai tre Enti e i sindaci avevano in qualche maniera dato la loro disponibilitÃ . Secondo quanto si Ã¨ appreso, alla base dell&#8217;arresto, eseguito dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro, vi sarebbero, perÃ², anche altri motivi.</p>
<p>Dopo la notifica degli avvisi di garanzia per quella inchiesta, avvenuta alla fine del gennaio scorso, il sindaco di Gioia Tauro Giorgio Dal Torrione azzero&#8217; la giunta comunale in carica provvedendo a nominare assessori esterni. Fu allora che il suo vice sindaco, Rosario Schiavone, uscÃ¬ dall&#8217;esecutivo. Pochi mesi dopo, ad aprile, il Consiglio dei ministri decise lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose al termine di una verifica avviata nel dicembre del 2007.</p>
<p>A LUGLIO OPERAZIONE DECAPITO&#8217; COSCA &#8211; Gli arresti eseguiti stamani rappresentano una prosecuzione dell&#8217;operazione &#8220;Cento anni di storia&#8221; che ha decapitato i vertici della cosca Piromalli, con l&#8217;esecuzione di 18 fermi. Proseguendo le indagini ed ampliando i filoni riguardanti i rapporti con la pubblica amministrazione, i pm della Dda reggina Salvatore Boemi, Roberto di Palma, Roberto Pennisi e Maria Luisa Miranda sono giunti alla richiesta avanzata al gip dell&#8217;emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare. Il provvedimento Ã¨ stato emesso nei confronti di Gioacchino Piromalli, di 64 anni, del nipote omonimo (39), del sindaco di Gioia Tauro in carica prima dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, Giorgio Dal Torrione (62), dell&#8217;ex vice sindaco Rosario Schiavone (32) e del sindaco di Rosarno, Carlo Martelli (68).</p>
<p>COMUNE GIOIA TAURO SCIOLTO AD APRILE  &#8211; Il Consiglio comunale di Gioia Tauro e&#8217; stato sciolto dal Governo il 22 aprile scorso perchÃ© &#8220;sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalitÃ  organizzata&#8221;. La commissione di accesso per accertare eventuali infiltrazioni della criminalitÃ  organizzata nelle attivitÃ  del Comune era stata insediata dal Prefetto di Reggio Calabria nel dicembre 2007. Dopo una prima fase di lavoro e una proroga di altri 60 giorni, la Commissione ha depositato alla fine di marzo, in Prefettura, la propria relazione che Ã¨ stata poi inoltrata al ministro dell&#8217;Interno. Da qui, poi, la decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere il Consiglio comunale di Gioia Tauro. Il sindaco in carica all&#8217;epoca, Giorgio Dal Torrione, dell&#8217;Udc, era stato eletto, a capo di una coalizione di centrodestra, dopo il ballottaggio svoltosi nel maggio 2006.</p>
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		<title>Preso un armiere del clan MolÃ¨</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 16:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Storiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Eâ€™ bastata una reazione nervosa durante un normale controllo sulla sua vettura, a smuovere il fiuto degli investigatori che hanno intensificato la perquisizione prima a casa, poi nel suo negozio e infine nellâ€™abitazione di una sua dipendente. A Giovanni Furfaro ha fatto difetto il sangue freddo, perchÃ© per i â€œsegnalatiâ€ come lui quelli odierni continuano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eâ€™ bastata una reazione nervosa durante un normale controllo sulla sua vettura, a smuovere il fiuto degli investigatori che hanno intensificato la perquisizione prima a casa, poi nel suo negozio e infine<br />
nellâ€™abitazione di una sua dipendente. A Giovanni Furfaro ha fatto difetto il sangue freddo, perchÃ© per i â€œsegnalatiâ€ come lui quelli odierni continuano ad essere tempi difficili a Gioia Tauro, vista la guerra di<br />
mafia in corso e il monitoraggio della vita di ogni sospettato che le forze dellâ€™ordine continuano<br />
a mantenere. Il 33enne, che ha alle spalle una vecchia denuncia per associazione mafiosa e secondo<br />
gli inquirenti Ã¨ orbitante nella cosca MolÃ¨, Ã¨ stato arrestato e denunciato in flagranza di reato per detenzione di arma clandestina e ricettazione, unitamente alla donna di Taurianova che lavorava nella sua yogurteria, Maria Pezzano di 36 anni, considerata per il momento una complice piÃ¹ che affidabile tanto da accettare di nascondere nella propria casa strumenti di morte in quantitÃ  industriale, oppure di non avrene denunciato per paura la presenza. Il profilo di Furfaro Il giovane, che a Gioia Tauro viveva con la moglie in via San Pio X, Ã¨ il gestore del ritrovo di via Roma, Yogurtlandia, oggetto di una delle perquisizioni approfondite che a piÃ¹ riprese hanno dato conferma ai sospetti che da tempo gli<br />
investigatori del commissariato diretto dal vicequestore Giuseppe Cannizzaro avevano sul suo conto. Furfaro, che risulta anche socio dellâ€™impresa di calcestruzzi del padre, nel 1998 era stato destinatario di<br />
un denuncia per i reati mafiosi puniti con lâ€™artticolo 46 bis, e da quanto descritto in conferenza stampa dal vicedirigente del commissariato Fabio Amore lâ€™esercizio commerciale che gestiva sul corso di Gioia Tauro non era altro che unâ€™attivitÃ  di copertura che gli serviva per meglio occultare il giro illecito di cui sarebbe stato al centro. Un tipo di specializzazione criminale che gli inquirenti stanno precisando<br />
meglio in queste ore, dopo che nelle indagini sono stati abbinati come i pezzi di un puzzle le frequentazioni dellâ€™arrestato con elementi del clan MolÃ¨, il denaro e i gioielli ritrovati in quantitÃ  ingente, ma soprattutto unâ€™arma dallâ€™alto potenziale offensivo e centinaia di munizioni che rivelerebbero la possibilitÃ  per Furfaro di aprire il fuoco in maniera pesante in ogni momento, oppure di<br />
essere il gestore di un deposito pronto per lâ€™uso nei giorni degli equilibri di nuovo rotti dopo lâ€™omicidio di David Cambrea. Le perquisizioni Avendo dato esito negativo i controlli sulla vettura di Furfaro<br />
e nella abitazione in cui vive con la moglie che Ã¨ in stato interessante, il personale della<br />
Sezione investigativa si Ã¨ indirizzato verso il locale pubblico di via Roma. Qui gli agenti, che<br />
continuano a muoversi in stretto coordinamento con la squadra mobile reggina â€“ considerata<br />
la pressante attenzione verso Gioia Tauro, tratto distintivo della guida di Renato Cortese e Renato Panvino â€“ hanno trovato banconote di taglio piccolo e grande per un ammontare di circa 30.000 euro (di cui due false), una cartuccia di pistola calibro 9 parabellum e diversi gioielli. Ogni cosa era nascosta in diverse parti del piccolo edificio, compreso uno dei forni utilizzati nella cucina di questo che un<br />
tempo era uno dei ritrovi di punta specialmente in estate. Non paghi di questo primo risultato,<br />
e insospettiti per la presenza della cartuccia fra bevande e cornetti, gli agenti coordinati dallâ€™ispettore capo Felice Dâ€™Agostino hanno allargato il cerchio della perquisizione trasferendosi nella vicina<br />
via De Rose, lâ€™arteria che collega piazza Matteotti al fiume Budello, presso lâ€™attuale domicilio<br />
della Pezzano. Lâ€™armeria in casa casa della donna, in cui Furfaro secondo gli inquirenti avrebbe avuto accesso in ogni momento, Ã¨ stato trovato un discreto arsenale, segno di una disponibilitÃ  di â€œfuocoâ€ straordinaria da utilizzare immediatamente o allâ€™occorrenza da fornire ad altri affiliati della cosca<br />
pronti a sparare. Nel cesto dei panni sporchi Ã¨ stata trovata una valigetta in plastica trasparente<br />
contenente una pistola semiatutomatica calibro 45 modello Uzi, unâ€™arma clandestina che spara in sequenza come una mitraglietta, maneggevole e facilmente occultabile fra gli indumenti dopo<br />
una qualche azione di morte. Insieme ad essa Ã¨ stato scoperto un caricatore con 12 cartucce<br />
compatibili con lâ€™arma, ma soprattutto altre 60 cartucce calibro 38 special, 10 cartucce calibro 12, un portaoggetti con 6 cartucce calibro 9 parabellum e 25 cartucce calibro 9, piÃ¹ altre 52 cartucce calibro 9&#215;21 e una scatola contenente 389 palle di piombo per ricaricare le cartucce, nonchÃ© uno scanner<br />
marca Icom per intercettare gli spostamenti delle forze dellâ€™ordine. Centosessantasei cartucce in tutto per pistole e fucili. Le ipotesi Furfaro e la Pezzano, su disposizione del magistrato della procura palmese Rocco Cosentino, sono stati associati in regime di isolamento nelle carceri di Palmi e Reggio Calabria. Da quanto riferito in conferenza stampa dal responsabile della Sezione investigativa,<br />
Fabio Amore, le indagini tendono ora a fare luce sul giro illecito di cui le ingente somme<br />
ritrovate rappresenterebbero lâ€™incasso. Droga, riciclaggio, estorsioni, ricettazione di gioielli rubati:<br />
nessuna origine viene esclusa per il momento, anche per avere un quadro piÃ¹ certo circa<br />
la caratura criminale di Furfaro e il suo ruolo allâ€™interno della consorteria mafiosa, tenuto<br />
conto che lâ€™uomo non avrebbe saputo forine a chi lo arrestava una spiegazione sulla presenza di cosÃ¬ tanto denaro nel piccolo locale. Il secondo filone dâ€™inchiesta punta a chiarire per cosa sarebbe<br />
servito il deposito di armi e munizioni che era nella disponibilitÃ  del giovane, che potrebbe anche essere stato nascosto momentaneamente a casa della donna incensurata visto che gli incisivi controlli<br />
di questi mesi mantengono il fiato sul collo dei diversi affiliati alle due cosche in guerra che si sentono braccati e sono alla ricerca di nascondigli sicuri. In questo senso si confermerebbe il tentativo di non<br />
concentrare in un unico luogo il deposito di armi, affidando a piÃ¹ persone ogni responsabilitÃ <br />
col compito di comunicare in vista di qualche â€œservizioâ€. Per il momento ipotesi investigative<br />
che nella Gioia Tauro di questi giorni assumono un forte rilievo per definire la capacitÃ  organizzativa e lâ€™adattamento che le consorterie criminali stanno sperimentando, vista lâ€™inquietudine provocata dal<br />
terremoto interno alle cosche le cui scosse a ripetizione richiedono una pronta capacitÃ  di azione.</p>
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		<title>&#039;Ndrangheta, Gioia Tauro: sequestrati beni per 5 mln di euro</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 15:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOIA TAURO &#8211; Beni per cinque milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia nei confronti di Pacifico Morogallo, 39 anni genero di Domenico Giacobbe, arrestato nel luglio dello scorso anno nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8221;Arca&#8221; per associazione mafiosa ed estorsione. Gli inquirenti ritengono Giacobbe (insieme alla figlia Giuseppina e al marito, entrambi indagati nella stessa inchiesta) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA TAURO &#8211; Beni per cinque milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia nei confronti di Pacifico Morogallo, 39 anni genero di Domenico Giacobbe, arrestato nel luglio dello scorso anno nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8221;Arca&#8221; per associazione mafiosa ed estorsione. Gli inquirenti ritengono Giacobbe (insieme alla figlia Giuseppina e al marito, entrambi indagati nella stessa inchiesta) vicino alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, per conto del quale secondo la Dda reggina avevano ottenuto l&#8217;appalto per la fornitura di calcestruzzo nell&#8217;ambito dei lavori di ammodernamento dell&#8217;autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.  Con il provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, oltre al sequestro delle imprese &#8221;Calcestruzzo Giacobbe Domenico sas&#8221; e &#8221;San Marco Calcestruzzi srl&#8221; e dei loro ingenti patrimoni societari costituiti da immobili, da numerosi automezzi industriali e conti correnti bancari e&#8217; stata disposta la sospensione temporanea dall&#8217;amministrazione dell&#8217;impresa &#8221;Ranieri Costruzioni Srl&#8221; (gia&#8217; &#8221;Ranieri-Morogallo Costruzioni srl&#8221;) ed il sequestro del relativo patrimonio, composto da terreni, fabbricati, autovetture aziendali e conti correnti bancari, in quanto si ritiene possa avere agevolato l&#8217;attivita&#8217; condotta da Pacifico Morogallo.  Nel corso dell&#8217;indagine patrimoniale sono emersi un cospicuo numero di terreni, fabbricati ed autoveicoli ad uso privato riconducibili a Morogallo e alla moglie Giuseppina Giacobbe di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e ritenuti frutto o reimpiego di attivita&#8217; illecita.</p>
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		<title>A Gioia Tauro, durante perquisizioni per omicidio Mole&#039;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 13:26:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 5 FEB &#8211; I carabinieri hanno trovato due bunker a Gioia Tauro, nell&#8217;ambito delle indagini per l&#8217;omicidio del boss Rocco Mole&#8217;. I due bunker erano stati realizzati all&#8217;interno delle abitazioni di due pregiudicati. All&#8217;operazione partecipano oltre un centinaio di militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 5 FEB &#8211; I carabinieri hanno trovato due bunker a Gioia Tauro, nell&#8217;ambito delle indagini per l&#8217;omicidio del boss Rocco Mole&#8217;. I due bunker erano stati realizzati all&#8217;interno delle abitazioni di due pregiudicati. All&#8217;operazione partecipano oltre un centinaio di militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo cacciatori d&#8217;Aspromonte. Le perquisizioni sarebbero mirate anche a persone i cui nomi sono stati selezionati sulla base delle risultanze investigative.</p>
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		<title>Agguato a Gioia Tauro, vittima collegata a famiglia Piromalli</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 12:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 1 FEB &#8211; Assassinato a Gioia Tauro Rocco Mole&#8217;, 42 anni, presunto boss dell&#8217;omonima famiglia collegata a quella dei Piromalli. L&#8217;uomo, numerosi precedenti penali alle spalle, sorvegliato speciale della Ps era a bordo di una macchinina che si guidano senza patente quando alcune persone gli hanno esploso contro numerosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 1 FEB &#8211; Assassinato a Gioia Tauro Rocco Mole&#8217;, 42 anni, presunto boss dell&#8217;omonima famiglia collegata a quella dei Piromalli. L&#8217;uomo, numerosi precedenti penali alle spalle, sorvegliato speciale della Ps era a bordo di una macchinina che si guidano senza patente quando alcune persone gli hanno esploso contro numerosi colpi di arma da fuoco. Rocco Mole&#8217; condannato a 2 egastoli in primo e in secondo grado a era il figlio terzogenito del vecchio boss della mafia Nino Mole&#8217;.</p>
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		<title>Sgominata una banda dedita allo spaccio di cocaina e hashish in tutta la Calabria</title>
		<link>http://elezionigioiatauro.it/2008/01/13/sgominata-una-banda-dedita-allo-spaccio-di-cocaina-e-hashish-in-tutta-la-calabria/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 17:23:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SMANTELLATA dalla Polizia un&#8217;organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. All&#8217;alba di ieri mattina Ã¨ scattata una vasta operazione,nnome in codice &#8220;Asmara&#8221;, condotta dal personale del Commissariato di Gioia Tauro coadiuvato dalle Squadre Mobili di Reggio Calabria, Crotone, Milano, Asti, Savona, Cremona e Mantova, dei Commissariati di Palmi, Cittanova, Taurianova, Polistena e dei Reparti prevenzione crimine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SMANTELLATA dalla Polizia un&#8217;organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. All&#8217;alba di ieri mattina Ã¨ scattata una vasta operazione,nnome in codice &#8220;Asmara&#8221;, condotta dal personale del Commissariato di Gioia Tauro coadiuvato dalle Squadre Mobili di Reggio Calabria, Crotone, Milano, Asti, Savona, Cremona e Mantova, dei Commissariati di Palmi, Cittanova, Taurianova, Polistena e dei Reparti prevenzione crimine di Rosarno e Siderno, che hanno eseguito l&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, Rosa Maria Putrino, su richiesta del procuratore aggiunto di Palmi, Bruno Giordano. Le manette sono scattate ai polsi di 31 dei 33 soggetti, tutti ritenuti responsabili del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, con l&#8217;aggiunta per Rocco  Marchedeo, Gioacchino Arcidiaco ed Antonio Esposito di detenzione e porto abusivo di armada fuoco.<br />
Questi i 31 arrestati: Rocco Mardecheo, 50 anni, di Gioia Tauro; Carmine Mardecheo, 23 anni, di Gioia Tauro; Michele Ranieri, 22 anni, di Gioia Tauro; Salvatore Pisano, 27 anni, di Cinquefrondi; Antonio Bevilacqua, 37 anni, di Gioia Tauro; Damiamo Bevilacqua, 22 anni, di Gioia Tauro; Cosimo Bevilacqua, 29 anni, di Gioia Tauro; Leonardo Bevilacqua, 26 anni, di Cinquefrondi; Cosimo Amato, 45 anni, di Gioia Tauro; Michele Ariganello, 25 anni, di Taurianova; Giuseppe Ariganello, 30 anni, di Taurianova; Giuseppe MacrÃ¬, 40 anni, di Delianuova; Antonio Leuzzi, 52 anni, di MelicuccÃ ; Rocco De Paola, 49 anni, di Rosarno; Vincenzo Oliverio, 47 anni, di Sant&#8217;Eufemia in Aspromonte; Saverio De Salvo, 29 anni, di Taurianova; Antonio Esposito, 32 anni, di Taurianova; Giovanni Amoroso, nativo di Fairfield (Australia), 43 anni; Giuseppe Valenzisi, 31 anni, di Polistena; Cosimo Passalacqua, 29 anni, di Catanzaro; Loredana Bevilacqua, 31 anni, di Gioia Tauro; Gioacchino Arcidiaco, 25 anni, di Vibo Valentia; Domenico Sgarlata, 29 anni, di Gioia Tauro; Vincenzo CannatÃ , 32 anni, di Taurianova; Antonino Belgenio, 23 anni, di Reggio Calabria; Fabio Amato, 22 anni, di Gioia Tauro; Massimiliano Genova, 37 anni, di Gioia Tauro, Maria CalabrÃ² (detta Mara), 25 anni, di Gioia Tauro; Armando<br />
Passalacqua, 37 anni, di Catanzaro; Antonio Calabrese, 47 anni, di Villa San Giovanni; Rocco Fazio, 21 anni, di Cinquefrondi. Due i soggetti &#8220;attivamente ricercati&#8221;: Carmine Amato, 27 anni, di Crotone; Saverio Napoli, 27 anni, di Polistena. L&#8217;attivitÃ  d&#8217;indagine, iniziata nel maggio del 2005, Ã¨ stata avviata dagli agenti del Commissariato di Gioia Tauro, diretto dal vice questore aggiunto Giuseppe Cannizzaro, a seguito di controlli nei confronti di Rocco e Carmine Mardecheo, rispettivamente padre e figlio, che<br />
gestivano l&#8217;organizzazione di narcotraffico, ritenuta vicina alla potente cosca &#8216;ndranghetistica Piromalli-MolÃ¨&#8221;. L&#8217;organizzazione aveva creato una rete articolata di spaccio che operava non solo nella Piana, ma anche a Reggio e nel Crotonese. Dalle indagini Ã¨ emerso che il gruppo, che operava a Gioia Tauro, aveva ramificazioni a Rosarno, Palmi, MelicuccÃ , Sant&#8217;Eufemia d&#8217;Aspromonte, Villa San Giovanni, a Reggio e Crotone. Il blitz, ha visto l&#8217;impiego di piÃ¹ di cento agenti della Polizia di Stato, unitÃ  cinofile ed elicotteri, ed ha portato al sequestro di un arsenale nascosto in un garage. AVEVANO deciso di lavare l&#8217;offesa col sangue. La Polizia del Commissariato di Gioia Tauro, durante i due lunghi anni di indagini che hanno portato ieri all&#8217;arresto di 31 persone, Ã¨ riuscita a sventare un omicidio. Dalle intercettazioni messe in atto, i poliziotti sono venuti a conoscenza di un progetto omicidiario<br />
che il gruppo nutriva nei confronti di un giovane residente a Roma.Tutto era nato da uno &#8220;sgarbo&#8221; perpetrato ai danni di uno dei soggetti della banda di narcotrafficanti. Rocco Mardecheo, il presunto capo dell&#8217;organizzazione, aveva giurato vendetta. Doveva essere una lezione esemplare, come ha spiegato ieri mattina il vice questore aggiunto Giuseppe Cannizzaro, a capo del Commissariato di Gioia Tauro, per affermare la propria posizione dominante al vertice dell&#8217;organizzazione. Ieri allâ€™alba, quando gli hanno stretto le manette ai polsi, Rocco Mordecheo ha tenuto a precisare ai poliziotti di essere &#8220;vicino&#8221; alla cosca &#8220;Piromalli-MolÃ¨&#8221;, confermando cosÃ¬ quanto giÃ  gli investigatori avevano appurato sul suo conto. Nella Capitale erano stati inviati due sicari, tra cui Michele Ranieri, considerato anche il principale pusher della distribuzione degli stupefacenti. La polizia Ã¨ dovuta intervenire,<br />
avvisando la vittima designata del pericolo mortale che incombeva sulla sua testa, costringendo cosÃ¬ i due sicari a fare ritorno senza aver potuto aggiungere una tacca alla pistola che si erano portati dietro per compiere l&#8217;omicidio.</p>
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		<title>&#039;ndrangheta, sequestrati beni per 7,5 milioni di euro nel reggino</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 08:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beni mobili ed immobili, per un valore di circa 7 milioni e 500.000 euro, sono stati sequestrati dalla Dia di Reggio Calabria a due imprenditori. I provvedimenti emessi dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione Misure di Prevenzione, hanno interessato 5 societa&#8217;, 8 appartamenti, terreni, numerosi automezzi e disponibilita&#8217; finanziarie riconducibili a Domenico Sapone ed a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beni mobili ed immobili, per un valore di circa 7 milioni e 500.000 euro, sono stati sequestrati dalla Dia di Reggio Calabria a due imprenditori. I provvedimenti emessi dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione Misure di Prevenzione, hanno interessato 5 societa&#8217;, 8 appartamenti, terreni, numerosi automezzi e disponibilita&#8217; finanziarie riconducibili a Domenico Sapone ed a Giuseppe Mazzaferro.</p>
<p>Domenico Sapone , reggino, di 41 anni, era stato tratto arrestato nel gennaio scorso dagli stessi uomini della Dia reggina in esecuzione di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Reggio Calabria. E&#8217; ritenuto personaggio di vertice di un&#8217;associazione di stampo mafioso, organicamente inserita in quella piu&#8217; ampia capeggiata dalla famiglia Iamonte, operante nel comprensorio di Melito Porto Salvo e finalizzata all&#8217;acquisizione ed alla gestione di appalti ottenuti con la commissione dei reati di turbativa d&#8217;asta, falso ed altro. Sapone e&#8217; ancora in carcere in attesa della celebrazione dell&#8217;udienza preliminare. Gli investigatori hanno sottoposto a sequestro cautelare: una societa&#8217; operante nel settore edilizio, con sede a Reggio Calabria; un immobile comprensivo di 6 appartamenti situato a Melito Porto Salvo; due autovetture. Sono in corso accertamenti per individuare e quantificare le disponibilita&#8217; finanziarie del soggetto.</p>
<p>Giuseppe Mazzaferro, nato a Rizziconi (Reggio Calabria), di 52 anni, era stato colpito da un&#8217; ordinanza di custodia cautelare in carcere il 16 ottobre 2006, eseguita sempre dal personale Dia di Reggio Calabria, nell&#8217;ambito dell&#8217;Operazione &#8220;Papermill&#8221;, in quanto ritenuto responsabile di aver preso parte ad un&#8217;associazione di tipo mafioso riconducibile al boss di Rizziconi Teodoro Crea.</p>
<p>Il clan organizzava truffe ai danni dello Stato beneficiando in modo illegittimo dei finanziamenti della legge 488/92 oltre che compiere estorsioni, accaparrarsi tramite prestanomi fondi terrieri e fornire appoggi a latitanti.</p>
<p>Mazzaferro e&#8217; in carcere in attesa di processo.  Nei suoi confronti gli investigatori hanno sottoposto a sequestro cautelare quote societarie ed intero patrimonio aziendale della societa&#8217; Nataltransport srl, con sede a Rizziconi, operante nel settore dell&#8217; autotrasporto merci su strada; quote societarie ed intero patrimonio aziendale della societa&#8217; Denatros srl, con sede a Rizziconi, operante nel settore dell&#8217; autotrasporto merci su strada; quote societarie ed intero patrimonio aziendale della societa&#8217; Siderflero di Mazzaferro Giuseppe sas, con sede a Flero (Bs), operante nel settore del commercio all&#8217;ingrosso articoli di ferramenta; una quota di partecipazione nel Consorzio autotrasportatori della piana, con sede a Gioia Tauro; un appartamento ad uso abitativo ed uffici aziendali siti a Flero(BS); un appartamento con posto macchina nel complesso edilizio turistico di &#8220;Portorosa&#8221; 7 veicoli tra autovetture, anche di grossa cilindrata ( due Mercedes ed una Bmw) e ciclomotori. Sono ancora in corso accertamenti per individuare e quantificare le disponibilita&#8217; finanziarie dell&#8217;uomo.</p>
<p>I provvedimenti del Tribunale di Reggio Calabria sono stati emessi a seguito di una lunga e complessa serie di accertamenti patrimoniali svolti da personale del Centro Operativo, compendiati in due proposte di misura di prevenzione a firma del Direttore della Dia. Gli inquirenti hanno ravvisato la sproporzione dei beni nella disponibilita&#8217; dei soggetti colpiti dalle misure rispetto ai redditi dichiarati o all&#8217;attivita&#8217; svolta, ma anche la circostanza che tali beni possano essere frutto di attivita&#8217; illecite.</p>
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		<title>&#039;Ndrangheta: Ros Carabinieri confisca beni a vecchie cosche</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 10:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; Il Ros ha di nuovo confiscato beni immobili a cosche del Reggino che nonostante un precedente sequestro erano rimasti nelle loro mani. I beni, confiscati da anni alle cosche erano rimasti nella disponibilita&#8217; dei proprietari.Interessati i Comuni di Africo, Ardore, Bruzzano Zeffirio, Cinquefrondi, Condofuri, Fiumara, Gioia Tauro, Gioiosa Jonica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 26 OTT &#8211; Il Ros ha di nuovo confiscato beni immobili a cosche del Reggino che nonostante un precedente sequestro erano rimasti nelle loro mani. I beni, confiscati da anni alle cosche erano rimasti nella disponibilita&#8217; dei proprietari.Interessati i Comuni di Africo, Ardore, Bruzzano Zeffirio, Cinquefrondi, Condofuri, Fiumara, Gioia Tauro, Gioiosa Jonica, Maropati, Melicucco, Melito di Porto Salvo, Molochio, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Palmi, Plati&#8217;, Reggio , San Luca, Siderno.</p>
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		<title>Arrestato affiliato a una cosca calabrese</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 15:52:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO, 22 OTT -Un pregiudicato calabrese affiliato ad una famiglia mafiosa di Gioia Tauro e&#8217; stato arrestato dai carabinieri a Sassoferrato.L&#8217;uomo, considerato un elemento molto pericoloso, era stato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di dimora in Gioia Tauro, ma si era reso irreperibile. A suo carico pendeva un provvedimento di cattura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; GIOIA TAURO, 22 OTT -Un pregiudicato calabrese affiliato ad una famiglia mafiosa di Gioia Tauro e&#8217; stato arrestato dai carabinieri a Sassoferrato.L&#8217;uomo, considerato un elemento molto pericoloso, era stato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di dimora in Gioia Tauro, ma si era reso irreperibile. A suo carico pendeva un provvedimento di cattura su tutto il territorio nazionale.</p>
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