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Ospedale, raccolta firme Dibattito infuocato. Oggi assemblea a Gioia

GIOIA TAURO - Ospedale unico della Piana o ospedale nuovo? Palmi o Cannavà? Per il movimento “Per il bene comune” guidato dal coordinatore regionale Renato Bellofiore, non c’è dubbio, bisogna rispettare le decisioni assunte dai sindaci della Piana lo scorso ottobre. Si oppone invece l’assessore provinciale, Michele Tripodi, che, replicando alle recenti dichiarazioni rilasciate dall’Udc di Gioia Tauro, ha affermato: «sembra ormai chiaro che l’obiettivo irresponsabile e strumentale, dei sostenitori dell’ospedale unico di Cannavà non è quello di creare un sistema sanitario migliore ed efficiente nella Piana, fondato su due grandi ospedali di riferimento, uno sulla costa l’altro interno, ma di voler chiudere l’ospedale di Polistena ». La difesa dell’ospedale polistenese viene giustificata dal fatto che il nosocomio «sino ad oggi si è sobbarcato da solo la quasi totalità delle prestazioni, garantendo la continuità e il funzionamento della sanità pubblica». L’assessore provinciale, nel difendere l’organizzazione che punta su due ospedali e il potenziamento dei servizi territoriali, replica a quello che definisce «un attacco indegno di un cordata composta dal deputato Belcastro, dall’Udc di Gioia Tauro e da altri personaggi a briglia sciolte che agitano spauracchi fino a lanciare accuse personali e false». Per Tripodi già la giunta Chiaravalloti aveva sostituito l’obiettivo dell’ospedale unico, e «Belcastro avrebbe fatto meglio a interrogarsi su quali forze potevano fare da sfondo all’ipotesi
di costruzione di un ospedale unico nell’area di Cannavà particolarmente attenzionata dalla magistratura negli ultimi tempi». Questa mattina intanto, nella sala consiliare di Gioia Tauro si svolgerà un’assemblea del comitato favorevole al sito di Cannavà. “Rete per la Calabria”, associazioni “Emmaus”, “Città del sole”, “Agorà Calabria” e il movimento “Ammazzateci tutti”, tra i sostenitori che hanno deciso di chiedere ufficialmente la mobilitazione di tutti i cittadini della Piana, affinché «le decisioni afferenti la salute pubblica e la sanità vengano assunte con la più ampia consultazione popolare e democratica dei cittadini residenti nel territorio interessato, rispettando l’autodeterminazione che questi cittadini devono avere in merito a problematiche cosi inscindibili legate alla loro vita ed a quella dei loro figli». Nel frattempo arriva dal Pbc la notizia che sarà avviata una raccolta firme a favore dell’ospedale unico e per la scelta dei 24 primi cittadini che, in sede di conferenza dei sindaci sulla sanità ex asl 10, hanno scelto il sito di Cannavà per la sua centralità rispetto a tutti i comuni
della Piana. L’iniziativa voluta dal Pbc e da un comitato spontaneo di cittadini gioiesi, fa parte di una campagna di sensibilizzazione sul problema che riguarda la salute della popolazione dell’intera
area pianiggiana. «Saranno allestiti dei gazebo – spiega Renato Bellofiore – nei quali si potrà firmare contro la decisione di declassare l’ospedale unico in ospedale nuovo e di spostarlo materialmente
dal sito naturale di Cannavà scelto democraticamente da oltre 24 sindaci». «La campagna di raccolta
firme – informano i dirigenti della lista civica nazionale – continuerà nei prossimi giorni, sarà inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, quale massima autorità garante della Costituzione italiana per chiedere rispetto delle decisioni assunte dai sindaci in seno al consesso della conferenza
ex Asl 10». Intanto anche dal coordinamento regionale di Pbc confermano la necessità di «impegnarsi tutti insieme per far nascere l’ospedale unico della Piana », ritenendo che «vada evitata qualsiasi battaglia solitaria di partiti o movimenti, negativa per il risultato finale e per l’immagine che si
darebbe al paese».

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