Gioia Tauro, resa dei conti in An tra gruppo e vicesindaco
GIOIA TAURO - C’è aria di resa di conti all’interno del circolo di Alleanza nazionale. In una conferenza stampa convocata in tutta fretta nel pomeriggio di ieri, i consiglieri di An in Consiglio comunale, Vincenzo Bagalà e Vincenzo Mondello (era assente Maurizio Arlacchi perché fuori città ), hanno reso palese il disagio creatosi dentro il partito di Fini tra «la maggioranza degli iscritti e il commissario del circolo e vicesindaco Rosario Schiamone », ha dichiarato Bagalà . «Abbiamo convocato la stampa – ha esordito Mondello – per spazzare il campo da tutte le dicerie che sono circolate in città nelle ultime settimane. Il circolo di An di Gioia Tauro è ormai commissariato di 27 mesi e riteniamo che questa sia una situazione insostenibile a cui bisogna mettere fine». Secondo i due consiglieri comunali «il partito non ha una linea politica né un programma», e questo è facilmente spiegabile data «l’assenza di un presidente e di un direttivo politico con cui confrontarsi». Un malessere che i “dissidenti†hanno messo nero su bianco in una lettera inviata il 13 settembre al presidente provinciale Luigi Tucci in cui si chiedeva la convocazione «prima possibile » del congresso di circolo. E qualora la loro richiesta non fosse stata esaudita, i tre firmatari della missiva erano pronti a «autosospendersi dal gruppo di An in consiglio». «La data del 22 settembre – ha chiarito Mondello – termine ultimo fissato per la nostra autospensione è scaduto senza che dal provinciale qualcuno si sia degnato di risponderci. Presenteremo la nostre rimostranze al prossimo consiglio comunale, convocato per sabato, in cui siamo intenzionati a formare un gruppo consiliare autonomo da An, pur ribadendo la nostra fedeltà a questa maggioranza». Secondo quanto riferito da Bagalà «su 116 iscritti al partito, 85 appoggiano la nostra posizione. E’ da circa un anno e mezzo che discutiamo con Schiavone e non siamo riusciti a convincerlo a convocare il congresso». Per i consiglieri aennini «secondo le regole dello statuto, siamo fuori tempo massimo per la convocazione del congresso. Nello statuto nazionale del partito si era convenuto sulla necessità di convocare i congressi locali entro 15 giorni dalla data in cui era stato fissato quello provinciale». Una critica quindi che si fonda su due livelli: la prima è indirizzata agli organi provinciale accusati «di strano disinteresse»; l’altra verso colui che fino a qualche tempo fa era l’uomo di punta di An a Gioia Tauro. Schiavone, infatti, oltre a essere vicesindaco nell’amministrazione guidata da Giorgio Dal Torrione, è membro del direttivo regionale del partito. I tre dissidenti rivolgono infine un aut-aut al commissario: «O sceglie il ruolo politico e quindi presiederà il circolo, o quello amministrativo
rimanendo in giunta ». Per concludere Bagalà e Mondello hanno sottolineato che «non è nostra intenzione avanzare richiesta di incarichi né in seno all’amministrazione comunale, né tanto meno all’interno del nostro circolo». La tempesta in An arriva in un momento in cui, all’interno dell’amministrazione, si dovrà fare chiarezza sulla situazione dell’assessore Elena Barbaro, in corso per la costituente nazionale del Pd, in quota Pdm, e già oggetto di dibattito per l’inconciliabiltà tra il suo ruolo all’interno di un esecutivo di centrodestra e il prossimi impegni nel partito unico del centrosinistra.
