Elezioni Gioia Tauro

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I profili dei candidati alla poltrona di sindaco Umberto Pirilli e Renato Bellofiore

GIOIA TAURO – I due che si contendono la scomoda poltrona di sindaco possono vantare la stima e la simpatia di larga parte dei cittadini gioiesi. Questo è un dato inequivocabile confermato dai risultati del primo turno. Renato Bellofiore è un giovane avvocato impegnato nel sociale e, oggi, anche in politica attraverso il movimento Cittadinanza Democratica, un’associazione da lui fondata, di cui è presidente. Umberto Pirilli è anch’egli avvocato, oltre ad essere un politico di lungo corso proveniente dal Msi di Giorgio Almirante, poi Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. Oggi, dopo la fusione di quest’ultima con Forza Italia, è un autorevole esponente del Popolo della Libertà. In questo breve profilo non intendiamo parlare di politica, bensì azzardiamo una sorta di identikit caratteriale di entrambi. Renato Bellofiore è un uomo dai tratti pacati, uno che quando l’in -contri ti saluta con amabile cordialità, accompagnata da un sorriso misurato come se, inconsapevolmente o di proposito, volesse capire chi sia il suo interlocutore. E’, dunque, uno di quelli che prima di parlare “vuole essere parlato”: un calabrese doc. Umberto Pirilli, al contrario di Bellofiore, fuma e prende il caffè con Vincenzo Ruggiero, suo ex avversario, essendosi candidato a sindaco sostenuto dal Pri e dall’Udc; ma, adesso, è “scoppiata” la pace nel centrodestra, ricompattatosi per vincere. Durante la campagna elettorale Pirilli ha detto che la sua scesa in campo è un atto d’amore verso Gioia, sua città natale, dalla quale per motivi professionali e politici è stato un po’ distante, «però soltanto fisicamente – risponde prontamente». Pirilli è un soggetto che va interpretato, un uomo che ha le sue astuzie, le sue diplomazie e, quando lo ritiene necessario, agisce con chiara risolutezza. Insomma, è fuor di dubbio che la città si trova dinanzi ad una scelta che, per i requisiti e i progetti dei due candidati, non è sicuramente facile. Vinca, comunque, il popolo libero. Libero da ogni sorta di condizionamento per il bene della città.

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