Disservizi all’ospedale di Gioia? Le proteste all’indirizzo giusto
GIOIA TAURO -«Non si può leggere che nella chiusura delle cucine dell’ospedale Giovanni XXIII vi sono gravissime omissioni dell’Asp che non è intervenuta in tempo e che ciò è da ricondursi ad una strategia di
depotenziamento del presidio medesimo». Questo l’attacco della risposta che la Commissione Straordinaria che gestisce l’Asp 5 ha dato alla nota di Cittadinanza Democratica che denunciava il rischio chiusura delle cucine del nosocomio gioiese. «Saprà Cittadinanza Democratica la grave situazione di cassa di questa Azienda. Saprà che effettuare gli interventi segnati richiede somme di cui non disponiamo e che abbiamo
chiesto e sollecitato alla Regione. Saprà pure, in ordine agli ascensori, che ciò che è vetusto e non può essere rinnovato, sempre per le difficoltà di cassa di cui sopra, ha bisogno di continui interventi e quindi spesso non è in funzione. Se è vero, come è vero, poiché tutto ciò è risaputo, Cittadinanza Democratica si unisca a questa Commissione Straordinaria e rivolga le sue proteste e le sue doglianze al giusto indirizzo. Altrimenti diventa solo un esercizio di “vetrina”, che peraltro mette in allarme le persone perbene interessate a contrastare la ‘ndrangheta prima causa dello sfascio dell’Asp e prima oppositrice quindi dell’azione della Commissione Straordinaria». Quale sia il giusto indirizzo a cui inviare le doglianze la Commissione straordinaria non lo cita apertamente, ma il riferimento è chiaro: alla Regione Calabria che non manda una lira, anzi un euro per mettere nella condizione i commissari a mandare avanti la baracca. Poco importa se per effettuare interventi, occorrano solo pochi euro. Forse non è il caso delle cucine di Gioia Tauro. Ma allora se è davvero così, se l’Asp non ha un centesimo da spendere per acquistare nemmeno un pezzo per riparare un ascensore e consentire agli ammalati di poter essere spostati all’interno dei nosocomi viene da chiedersi, drammaticamente, perché non lo si dice con chiarezza e se è necessario, perché non si assumono le dovute e consequenziali iniziative e, soprattutto, perché non si agisce in maniera
coerente con quanto si afferma? Se la situazione è davvero quella che in più circostanze e con solerzia i commissari affermano rispondendo a chi chiede interventi ordinari nei nosocomi, perché non creare ufficialmente il caso? Perché non alzare il tenore della denuncia e quindi delle responsabilità della Regione? In quel caso non solo Cittadinanza Democratica, ma, crediamo ogni cittadino per bene di Gioia Tauro o di Polistena sicuramente non potrà non essere al fianco dei commissari. Perché in gioco non vi è il fallimento del loro mandato a causa delle gravi difficoltà economiche che pur vi sono, no qui è in gioco il diritto alla salute della gente che qui vive e che qui ha il diritto ad avere una sanità decente.
