Respirano gasolio, malore per 10 portuali

porto-di-gioia-tauroGIOIA TAURO - Ieri mattina, intorno alle 8,30, allarme al Porto di Gioia, a seguito di un malore che ha interessato diversi operai della società Sea Work, i quali stavano lavorando attorno esulla n ave portacontainer “Msc-Aniel -lo”di38 mila tonnellate distazza, proveniente dall’Arabia Saudita e battente bandiera panamense, ormeggiatasulla banchinadi levante. «Si avvertiva dentro e fuori la nave – ci hanno riferito alcuni addetti alla movimentazione – un fortissimo cattivo odore che, a molti di noi, ha provocato vomito e mal di testa». Nel giro di breve tempo, anche aiutati da colleghi, i lavoratori coinvolti si sono recati al Pronto Soccorso dell’ospedale Giovanni XXIII di Gioia Tauro, dove, su iniziativa del direttore del reparto, dottor Giuseppe Zampogna, è stato contattato il Centro Antiveleni di Milano che ha impartito subito le indicazioni terapeutiche e diagnostiche, immediatamente espletate nel presidio ospedaliero gioiese. Qui, oltre a Zampogna, sono intervenuti il medico Salvatore De Cristo e le anestesiste Beatrice Forchì e Caterina Anastasio.I dipendenti della SeaWork che sono stati ricoverati a Gioia Tauro sono: Domenico Caronfalo (‘78) di Campo Calabro, Vincenzo Galli (‘80) di Gioia Tauro, Salvatore Larosa (‘72) di Laureana, Bruno Meduri (‘73) di Reggio Calabria, Nicola Pagano (‘80) di Nicotera Marina, Carlo Rizzo (‘71) di San Ferdinando, Antonio Scopelliti (‘73) di Melia di Scilla, mentre altrettanti sono stati condotti presso l’ospedale di Polistena. In sostanza, ha detto il comandante della Capitaneria di Porto, Giuseppe Andronaco, «si è trattato di una fuoriuscita di gas di scarico dai serbatoi del gasolio della stessa nave, probabilmente causata dal caldo». Episodio che conferma la necessità di avere nelle vicinanze del Porto una struttura ospedaliera adeguata e funzionale.

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