Per i deboli non c’è sanitÃ
GIOIA TAURO - Siamo nelle condizioni di anticipare i contenuti di una lettera, inviata al presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, da Fortunata Romagnosi, la figlia maggiore di Chiara Gambettola, la donna di Gioia Tauro deceduta il giorno di Ferragosto nella clinica “Villa Elisa†di Cinquefrondi, dopo aver partorito Lorenzo. «Illustrissimo Presidente – esordisce Fortunata – Dopo i funerali di mia madre, adesso è il momento di agire concretamente. Come lei sa, sono ormai troppe le vittime della impunita malasanità nella nostra regione. Sono certa che il problema della sanità in Calabria le sta particolarmente a cuore, però, sento fortemente il bisogno di sollecitarla ad un impegno determinato e visibile, affinché casi come quello che ha colpito la mia famiglia non abbiano più a verificarsi. La esorto a prendere drastici provvedimenti nei confronti di tutte le strutture ospedaliere incapaci di tutelare il diritto alla salute e quindi di svolgere il proprio delicato lavoro. Si metta, caro Presidente, nei panni di chi ha subito la perdita di congiunti che rappresentano gli affetti più cari, di chi, ancora oggi, viene sballottato da un ospedale all’altro, di chi è costretto ad “emigrare†per avere la sicurezza di essere curato adeguatamente. Abbiamo nella nostra regione – continua la lettera – una sanità da terzo mondo che i calabresi non possono più tollerare, in un’epoca in cui la medicina ha raggiunto livelli impensabili. Se poi ci riferiamo alla Piana di Gioia Tauro, come le risulta, qui lo stato delle strutture è ancora più disastrato rispetto ad altre zone della Calabria. Sembra che in questo comprensorio, già così segnato dal mancato mantenimento delle promesse di posti di lavoro, non ci sia futuro per i più deboli e che ogni diritto non possa essere riconosciuto. Per quanto riguarda “Villa Elisaâ€, è evidente che su questa struttura ci debbano essere approfondimenti della Regione per verificare la corretta professionalità di chi la gestisce perché i casi che qui si sono verificati parlano molto chiaramente. Tutto questo deve finire, perché c’è una Calabria che ormai è stanca di primati negativi, c’è una popolazione che non più sopportare clientelismi, malaffare, politica corrotta, privilegi per pochi e ingiustizia diffusa e generalizzata. Presidente Loiero – conclude la missiva di Fortunata Romagnosi- la invito, anche a nome di altre famiglie che sono precipitate nella disperazione per i tanti casi di malasanità , a voler visitare gli ospedali della Piana, compresa “Villa Elisaâ€, per rendersi personalmente conto di una situazione che non è più accettabile. Aspetto un suo riscontro e la ringrazio per l’attenzione che vorrà riservare alla presente». Ecco, dunque, come i familiari di Chiara Gambettola, assieme ad altre famiglie che hanno vissuto lo stesso dramma, intendono iniziare una battaglia civile per giungere alla verità dei fatti accaduti giorni orsono a Villa Elisa L’auspicio della scrivente è che realmente la morte della mamma non venga vanificata, cadendo nel dimenticatoio.
