Piana Ambiente e Gioia dialogo aperto sul debito
GIOIA TAURO – Torna il sereno tra Gioia Tauro e Piana Ambiente, o almeno la schiarita sembra di quelle definitive. Santo Fabiano ha incontrato il viceprefetto Domenico Galati, dopo settimane di tensione e incomprensioni, sia per motivi economici, sia per la pronuncia del Consiglio di Stato che nella vertenza tra le due parti ha dato ragione a Pa. I due hanno discusso serenamente e Gioia pare avviata a ritornare nel novero dei soci “di peso†della società pubblico-privata che gestisce la raccolta dei rifiuti. «Gioia Tauro è ritornato un comune solvibile – ha spiegato il presidente Fabiano – tanto che sta procedendo ai regolari pagamenti. Inoltre, c’è una intesa di massima sul ripianamento del debito che l’ente ha contratto nei nostri confronti. Mi sembra assurdo privarci di uno dei comuni soci e più grandi del comprensorio, nel quale tra l’altro vi è la sede della stessa società ». I sindaci della Piana ultimamente erano assai indispettiti dalla ritrosia del comune di Gioia a ripianare il debito, che rappresenta motivo di costrizione economica per tutta la società ; oggi con un adeguato piano di rientro le cose potrebbero cambiare. Non c’è stato solo il “nodo†Gioia nella mattinata pianigiana di Santo Fabiano, ma anche la delicata vicenda dell’altro comune socio, ovvero Taurianova. Anche qui c’è un commissariamento, seppur ordinario, e anche qui c’è un debito consistente dell’ente nei confronti di Piana Ambiente. Nel recente passato Fabiano e l’ex sindaco Domenico Romeo avevano trovato posizioni comuni sul rientro del debito, ma da quando si è insediata la nuova commissione, non c’è stato alcun seguito. «Ho scritto al commissario di Taurianova – ha chiarito Fabiano – per chiedergli un incontro, nel quale discuteremo approfonditamente della situazione». Nessun cda nella giornata di ieri, ma una giornata di lavoro per Fabiano, che tuttavia è stata importante per mettere a fuoco un paio di questioni che dovranno essere trattate a breve. «Nei prossimi giorni convocherò l’assemblea dei soci –ha comunicato il presidente – perché c’è la necessità di riempire la poltrona vacante della parte pubblica nel cda. Anzi, ritengo che ora bisognerà articolare una riflessione sul consiglio di amministrazione, visto che si sta passando da una fase di emergenza pura, ad una di programmazione». Parallelamente al discorso sul cda ci sarà da capire se e come procedere alla trasformazione della società , da mista a totalmente pubblica. Una soluzione voluta dagli stessi sindaci, ma che sembra non dispiaccia neanche alla parte privata, Enia e Termomeccanica. «Ritengo sia doveroso chiedere ai consiglieri Foracchia e Belvedere (che rappresentano le due società nel cda di Pa, ndr) se è reale l’intenzione di cedere le loro quote, come spesso e volentieri hanno fatto capire. C’è bisogno di una conferma ufficiale in tal senso, anche per mettere in condizione i sindaci di valutare bene il da farsi. Non è un mistero, infatti, che i primi cittadini abbiano in mente di cambiare l’assetto di Piana Ambiente». Ecco dunque i prodromi della nuova società , che potrebbe essere sul punto di divenire totalmente pubblica e, quindi, controllata completamente dai comuni soci. I prossimi mesi saranno quelli decisivi per capire in che modo si arriverà alla svolta che è nell’aria già da diverso tempo.
