Candido lascia «Pd senza identità»
GIOIA TAURO. «Lascio senza alcun rimpianto, se non per qualche rapporto personale con selezionati amici frustati quanto me dall’assurda politica del Pd in questo territorio». Così Nunzio Candido, referente del Partito Democratico di Gioia Tauro, scrive in un comunicato, in cui motiva la scelta di abbandonare il suo incarico politico. «Paga Veltroni ma a non pagare sono i tanti piccoli gerarchi che nel territorio hanno trasformato la bagarre costitutiva del Pd, in una mercificante lottizzazione di piccoli vassalli locali senza storia politica e senza riferimenti di valori e idealità». Nonostante il sostegno al progetto politico del centro sinistra, Candido ha sentito l’esigenza di dire basta. «Prima le delusioni dei governi Prodi, poi la grave crisi di identitàdi un’aggregazione politica oscillante tra rigurgiti estremisti della sinistra e velleitarie posizioni accomodanti di uno pseudo moderatismo senza forma e identità. Infine la speranza che aveva posto all’atto della nascita il Pd». E ancora, le contraddizioni, la mancanza di un vero progetto politico, la crisi prima nazionale e poi locale di un partito che si era distinto per la carica di novità, fra i motivi che hanno spinto Candido a salutare i suoi compagni . «Continuerò comunque il mio impegno al servizio della collettivitàsenza legacci e catene con cui la sinistra ha racchiuso i tanti spiriti liberi che come me vogliono proseguire la propria testimonianza nel sociale, prima come cattolico e poi come politico». Una scelta convinta quella di Candido, nella consapevolezza di essere «diverso da quanti hanno cercato di manipolare e sottomettere una tradizione ed una storia di impegno politico, ad una concezione, quella social-comunista, bocciata dalla storia e che in Calabria continua ad offrire esempi negativi di Governi che non meritano, senza dubbio, il mio sostegno»
