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Crisi, nubi scure anche sul porto

GIOIA TAURO – Il traffico dei container nei principali porti marittimi mondiali accusa l’impatto della crisi. La realtà è ormai sotto gli occhi di tutti e nessuno nega le difficoltà in cui versa settore.porto-gioia-tauro E le prospettive almeno per tutto il 2009 sono tutt’altro che incoraggianti. Non vi è giorno che non si registrano tagli all’occupazione, ricorso agli ammortizzatori sociali, tavoli per affrontare la crisi. Purtroppo senza sbocco. Per dare un’idea della situazione basta dire che i maggiori porti cinesi, quelli che negli anni scorsi registravano aumenti a due cifre, dalla fine del 2008 registrano riduzioni imponenti. Solo nello scorso mese di gennaio si registrata una flessione del 13% . Insomma , lo straordinario incremento del traffico dei container nei porti cinesi sembra essere ormai un ricordo. L’impatto della grave crisi economica mondiale, che ha colpito tutti i porti mondiali, non ha risparmiato gli approdi cinesi. La crisi non investe solo i porti del Far East ma anche quelli europei: Helsinki è calato dell’11%, Tracoma del 10% , Stessa cifra negativa per il porto di Los Angeles . sempre a gennaio la movimentazione è calata del 15,9% anche a Barcellona dove la crisi ha imposto alle imprese portuali la richiesta della cassa integrazione per 1220 lavoratori portuali. Cali generalizzati, dunque e riduzioni preoccupanti, segno di una difficoltà oggettiva in cui versa il settore. Per tentare di porre argine , una alla volta, ma in rapida sequenza, da qualche giorno le grandi compagnie portacontainer provano a contrastare la recessione e ridurre i danni annunciando rincari nelle rate di nolo fra Europa e Asia. A cominciare è stata Maersk, poi sono arrivate Mol, Hapag Lloyd e ultimamente anche Evergreen. La settimana scorsa inoltre Mol ha confermato che da aprile effettuerà un ulteriore taglio sulla capacità di stiva delle proprie maggiori rotte, pur senza specificare quali. E se Maersk spiega la sua scelta parlando di ripresa dei traffici grazie all’indebolimento dell’euro, in un momento di depressione del mercato gli armatori possono intervenire sui prezzi dei loro servizi soprattutto riducendo il numero delle navi in circolazione. Se la domanda è debole, le flotte possono rapidamente ridurre l’offerta, anche se con la fine delle Conference decretata dall’Unione europea oggi ognuno deve muoversi per conto proprio. Per Mol, la stampa giapponese parla di un taglio del 10 per cento che riguarderà la rotta transpacifica. Non ci sarebbero invece ulteriori tagli su quella fra Asia ed Europa, dove è già stata effettuata una riduzione del 30 per cento della capacità. Su quest’ultima tratta però ci sarà un aumento dei noli del 30 per cento. La compagnia marittima Sea France, che opera servizi passeggeri e merci (ro-pax) attraverso la Manica, ha annunciato ieri che vuole licenziare 650 dipendenti, fra marittimi e personale di terra. Per la società, controllata al 100% da Sncf, le ferrovie pubbliche francesi, si tratta del 40% della forza lavoro, lasciata a casa nel quadro di un piano di rilancio per fronteggiare, si spiega in una nota, “la grave crisi economica e finanziariaâ€Â. Il comunicato, diffuso dopo una riunione straordinaria del consiglio d’amministrazione che si è svolta a Calais, spiega che “storica -mente Sea France deteneva il 20% del mercato merci, che è sceso del 20%. I dati di gennaio 2009 confermano questa tendenza verso il basso, con una caduta del 23% rispetto al gennaio 2008â€Â. Sulla compagnia, questa tendenza del mercato, ha significato che il 2008 si è chiuso con perdite per 20 milioni di euro. Dallo scorso ottobre, le perdite viaggiano al ritmo di 3 milioni di euro al mese. Lo scorso anno le difficoltà erano state in parte compensate dalla chiusura del tunnel della Manica, che però è recentemente tornato in esercizio. Anche in Italia i dati non sono incoraggianti. Futuro incerto e denso di nubi all’orizzonte. A Gioia Tauro il 2008 pur avendo i volumi di traffico registrato un lievissimo aumento rispetto al 2007, nessuno se la sente di fare previsioni. A partire dal management di Contship Italia. «Non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi», ha spiegato l’Ad di Mct Enzo Iacono di recente. Segno che anche in casa Contship seguono con preoccupazione quanto avviene nel mondo. Certo la partecipazione della società di transhipment gioiese ai tavoli regionali sugli ammortizzatori sociali, significa che anche Mct nel prossimo futuro potrebbe fare ricorso a questi strumenti di assistenza al reddito. Intanto la crisi a Gioia Tauro comincia a sentirsi a partire dalle società di servizi portuali esterni che registrano cali di lavoro significanti. Segno che la tempesta della crisi potrebbe presto arrivare ed investire tutto il settore.

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Dati Post

Data
febbraio 24th, 2009

Autore
A.

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