L’aula è una bolgia per lo sfogo di tutti

Una bolgia. La sede dell’ex As 10 di Palmi, nella giornata di ieri, si è trasformata in unasorta di arena in cui, per più di tre ore, rappresentanti istituzionali, semplici cittadini e membri delle associazioni, come moderni gladiatori si sono confrontati senza risparmiarsi. Numerosi i palmesi accorsi che hanno lungamente applaudito l’intervento del beniamino di casa, il sindaco Ennio Gaudio, contestando invece
la maggior parte dei primi cittadini contrari alla scelta di Palmi come città ospitante del nuovo presidio ospedaliero. «Non c’è più tempo – ha detto Gaudio – subito l’ospedale nuovo e il potenziamento di
Polistena». «Ho la sensazione – ha constatato Carlo Martelli, sindaco di Rosarno – di giocare fuori casa. Non abbiamo sentito da Spaziante dove si farà il nuovo ospedale. La scelta della Regione di costruire
due ospedali, due mezzi ospedali, non la condividiamo». Favorevole a Palmi, invece, il primo cittadino di Sant’Eufemia, Antonio Saccà: «Con l’accorpamento delle Aziende sanitarie, il territorio si è ingrandito facendo rientrare anche Scilla e Bagnara che insieme ad altri 5 centri, con 60mila abitanti in totale, hanno firmato un documento di appoggio a Palmi». Giuseppe Rugolo, sindaco di Oppido,
chiede retoricamente se «i sindaci e la loro conferenza contano qualcosa? Ci siamo già espressi in favore di Cannavà, dimostrateci che la nostra scelta è sbagliata». Giàcomo Saccomanno, alla testa del
comitato civico, ha sottolineato come la Regione abbia «già deciso contro il parere del territorio,
siamo pronti a dare battaglia». Renato Bellofiore, Per il bene comune, ha chiesto «una struttura superiore alle realtà esistenti nella Piana: i sindaci hanno votato democraticamente, piaccia o
no». Natale Pace della Cisl ha ammonito il ceto politico del territorio, «sempre pronto a dividersi e non consapevole della forza contrattuale di cui dispone nei confronti della Regione. Il problema è la sanità
non l’ospedale». Sul cambio di denominazione e sull’incoerenza dei partiti si è scagliato Cosimo Altomonte, favorevole all’ospedale unico. L’assessore provinciale Santo Gioffrè ha sottolineato le inefficienze del sistema sanitario mettendo a disposizione della Regione i beni di cui dispone la
Provincia per scopi sanitari. L’on Elio Belcastro ha ribadito la necessità «di costruire un solo ospedale ma efficiente. Come rappresentante nazionale metterò a conoscenza il governo di quanto sta accandendo ». «Non mi convince il discorso dei due ospedali – ha dichiarato il sindaco di Cittanova
Alessandro Cannatà. I cittadini del nostro territorio hanno diritto alla salute e la dispersione di risorse per potenziare Polistena e creare la nuova struttura non va nella direzione auspicata». Domenico
Scalfari, presidente del consiglio di Palmi si è detto «scocciato da questa crociata contro Palmi: quando si parlava di ospedale di riferimento, uno a Polistena l’altro a Cannavà, eravamo tutti d’accordo anche
Belcastro. Ora che si parla di Palmi salta fuori il discorso del mezzo ospedale». Il vicesindaco
di Rizziconi, Armando Marcianò, si è detto favorevole a Cannatà, zona per altro che ricade nel comune di Rizziconi. «Dire che due ospedali sono troppi – ha detto il primario del Riuniti di Reggio Gaetano Topa – è anacronistico». Il sindaco di Scilla Gaetano Ciccone: «la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia. Difendere il proprio territorio non ha senso».

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