TERMOVALORIZZATORE DI GIOIA – Il Movimento difesa del territorio scrive a Loiero
GIOIA TAURO – Ribadire la posizione contraria al raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro. Denunciare l’emergenza ambientale del territorio, che diventerebbe insostenibile se si rendessero operativi i progetti della centrale turbogas a Rizziconi, il rigassificatore e il paventato raddoppio del termovalorizzatore. Rendere noto il disaccordo alla proroga dell’attività del commissario delegato all’Emergenza smaltimento rifiuti di Reggio Calabria, Salvatore Montanaro. Queste le motivazioni che hanno spinto il Movimento per la difesa del territorio Calabria (Mdt) a richiedere al più presto un incontro con il presidente Loiero, il prefetto Montanaro, il prefetto di Reggio Calabria Musolino e il presidente della Provincia di Reggio Calabria Morabito. Mdt, costituito da 11 comuni pianigiani (tra cui Gioia Tauro, Rosarno, Palmi, San Ferdinando, Polistena, Rizziconi e Taurianova), e posto a tutela della salute dei cittadini e dell’economia della Piana, è più che mai risoluto. «Noi calabresi e cittadini della Piana di Gioia Tauro non vogliamo il rigassificatore nè tutti gli altri ecomostri che ci fanno vivere ogni giorno nell’angoscia di contrarre nuove gravi malattie e allergie – dichiara infatti in una nota Renato Bellofiore, presidente di Movimento – e inoltre rovineranno le nostre piantagioni, i nostri prodotti biologici e
l’intera economia della Piana ». Lo sdegno di Mdt è indirizzato ai «politici di altre province calabresi – riferisce Bellofiore – pronti a cogliere vantaggi da tali ecomostri, ma guardandosi bene dal decidere di collocarli vicino ai loro territori». Allo stesso tempo, l’attacco del Movimento non risparmia le multinazionali: «Basta con il ricatto del lavoro che permette di rifilarci di tutto – prosegue infatti la nota –, anche impianti inquinanti e dannosi che non serviranno per migliorare o potenziare il territorio della Piana ma solo per arricchire altre regioni o nazioni estere». Intanto, in attesa di una risposta dalle autorità interpellate, Mdt ha raccolto oltre 7000 firme per il “no†al raddoppio dell’inceneritore e si dichiara pronto a «procedere ad oltranza fino al fermo del raddoppio – così conclude la nota del presidente – e di rassicurazioni serie e non sponsorizzate dalle grandi multinazionali che fanno lucro sulla nostra martoriata terra».
