Porto, il consigliere di An chiede lumi sul traghettamento
Si alimenta il dibattito relativo al progetto per il traghettamento dal porto di Gioia Tauro dei mezzi pesanti, nell’ambito del piano per
l’emergenza sull’A3. Ieri è intervenuto il consigliere comunale Vincenzo Mondello, già comandante della Marina mercantile, esponente di Alleanza nazionale. «Con troppa facilità si parla di una tratta Gioia-Messina-Milazzo – ha dichiarato – Tutto ciò non
è semplice come si sta facendo credere». Nel commento di Mondello emerge una posizione decisa per quanto riguarda l’aspetto tecnico. «Mancano le strutture che richiedono tempo per la realizzazione e per questo tipo di collegamento bisogna essere attrezzati con aree adeguate – ha ribadito il comandante – che al momento non saprei dove possano essere reperite. La tratta che richiederebbe un’ora e mezza di navigazione comporterebbe un alto costo sia per le società di navigazione sia per i camionisti». «Ben vengano i finanziamenti che pare ci siano per la realizzazione del progetto ma si tratta di lavori che richiedono anni di studio e lavoro affinché si porti a termine la creazione di una struttura che possa ricevere e far partire gli automezzi commerciali». Il consigliere gioiese si dimostra, quindi, scettico sulla realizzazione immediata delle “autostrade del mareâ€. «Le strutture portuali non sono pronte, la città strutturalmente al momento non potrebbe sopportare l’afflusso di traffico che comporterebbe l’idea del ministro Banchi», ha incalzato Mondello. In riferimento alla contrarietà espressa dai vertici dell’Mct, il comandante ha detto: «è comprensibile perchè il traffico delle navi portacontainer subirebbe un rallentamento dovendo consentire anche l’entrata delle Ro-Ro che portano automezzi commerciali». L’idea di Mondello è quella di «provvedere alla realizzazione della metropolitana che dalla Piana porta a Reggio per agevolare i numerosi pendolari e alleggerire l’autostrada ». Intanto, a conferma della volontà di procedere fattivamente con lo studio del progetto, proseguono gli stretti contatti di ora in ora tra il ministero dei Trasporti e l’Autorità portuale. Al vaglio ci sono tre ipotesi tutte riguardanti attracchi interni al bacino d’evoluzione. In particolare si parla di un attracco galleggiante, quindi sembra essere ritornata in auge l’idea a suo tempo prospettata al prefetto De Sena dal segretario dell’AutoritÃ
portuale Carmelo Maccarone. E’ stata definitivamente scartata l’ipotesi di utilizzo di un pontile che sarebbe stato costruito all’esterno del porto, sul lungomare di Gioia Tauro. Una prima area di stoccaggio dei tir, infine, è stata individuata di fronte al cimitero della cittÃ
