Ennesima operazione della Gdf al porto di Gioia Tauro

GIOIA TAURO. Pantaloni con il marchio contraffatto, per un valore di 134 mila euro, e centinaia di asciugacapelli, per un valore di quasi diecimila euro, sono stati sequestrati dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Gioia Tauro, in collaborazione con la guardia di finanza. I pantaloni, che provenivano dalla Cina ed erano diretti a Roma, erano stati dichiarati come pantagonne da donna, mentre gli asciugacapelli provenivano da Jebel Ali. I sequestri degli ultimi giorni vanno ad aggiungersi a quelli effettuati nel mese di agosto, al termine del quale, la dogana, insieme alla finanza, ha recuperato merce per un valore complessivo di un milione e 400 mila euro circa. Nello scorso mese, infatti, nel porto di Gioia Tauro, sono state sequestrate 11.720 paia di calzature riportanti i marchi contraffatti Reebok, Diesel, Puma, Energie, provenienti da Jebel Ali (Emirati Arabi) e destinati a Tunisi, per un valore presunto di 351 mila euro; 7.440 zaini in materia tessile riportanti il marchio contraffatto Nike, provenienti da Dubai (Emirati Arabi) e destinati a Skikda (Algeria), per un valore stimato di 297.000 euro; 5.220 estintori per auto riportanti la dicitura fallace “Made in Italy”, provenienti da Jebel Ali e destinati a Ilychevsk (Ucraina), per un valore


stimato di 182.700 euro; 6.000 tute sportive in materiale sintetico con marchio contraffatto Opel-Milan, provenienti da Dubai e destinati a Odessa (Ucraina), per un valore stimato di 180.000 euro; palloni comuni provenienti da Jebel Ali e destinati a Ilychevsk (Ucraina), per un valore stimato di 121.500 euro; 20.870 parti di telefoni cellulari riportanti i loghi contraffatti di varie marche, provenienti da Jebel Ali e destinati a Accra (Ghana), per un valore stimato di 105.000 euro; 2.550 palloni riportanti i marchi contraffatti Nike, Adidas, Gala e Mikasa, provenienti da Jebel Ali e destinati a Ilychevsk (Ucraina), per un valore stimato di 63.750 euro; pellicole riflettenti per


auto, provenienti da Jebel Ali (UAE) e destinati a Ilychevsk (Ucraina), per un valore stimato di 50.000 euro; 1.468 cappellini con i marchi contraffatti Nike, Fila ed Nba, provenienti da Jebel Ali e destinati ad Accra (Ghana), per un valore stimato di 15.000 euro; 76 cartoni di flaps (merce di copertura); 420 paia di calzature sportive con il marchio contraffatto Puma, provenienti da Dubai e destinati a Skikda (Algeria); 252 paia di calzature riportanti le indicazioni fallaci “Made in Italy” e “Italy shoes” provenienti da Jebel Ali e destinati a Poti (Georgia); 324 penne e 50 porta penne recanti l’indicazione fallace “Italy”; 136 lenzuola per letto riportanti l’indicazione fallace “Italy”.

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