Aziende isolate da una settimana a causa di un blackout telefonico
GIOIA TAURO - Altro che sviluppo, crescita economica ed occupazionale. Non bastava la strana moria di aziende tutte nate grazie ai finanziamenti della 488, 44 o della Sovvenzione Globale , un fenomeno che ha lasciato nell’area industriale di Gioia Tauro, la più grande della Calabria , un deserto di capannoni vuoti e senza vita.
Aree immense di terreno industriale disseminate da progetti industriali miseramente falliti che si sono lasciati dietro enormi risorse economiche finiti chissà dove e soprattutto oltre un migliaio di posti di lavoro bruciati.
Le poche aziende sopravvissute ai ferraginosi meccanismi del mercato, del credito e della criminalità organizzata che non manca di far sentire la sue presenza , soffrono anche per le cosiddette “patologie minori” come ad esempio quella della mancanza della linea telefonica.
Si è proprio così. Nell’area industriale di Gioia Tauro, collocata a ridosso del porto , dove dovrebbe esserci tutti i servizi moderni e necessari alle imprese , non c’è la linea telefonica.
O meglio c’è, ma di tanto in tanto va via costringendo i pochi industriali a fare salti mortali per mandare avanti l’azienda che viene così isolata dal resto del mondo.
Stop agli ordini , alle commesse, alle necessarie comunicazioni via internet e quant’altro. Una siatuazione di stallo generale che va a danneggiare le aziende, ma anche l’economia della Piana di Gioia Tauro, costretta a fermare tutte le attività per un problema apparentemente di poco conto.
L’ennesima denuncia, pesante e drammatica viene ancora una volta dall’Amministratore Unico della ” De Masi Costruzioni” che proprio ieri ha emesso un comunicato con il quale “fa presente lo stato di totale abbandono e di estremo disagio nel quale si trova ad operare nella sua unità produttiva nella prima zona industriale”.
La De Masi costruzioni come molte altre nella zona , si trova da una settimana isolata e senza linee telefoniche .
“Una difficoltà non nuova né casuale – afferma Antonino De Masi – in quanto già precedentemente l’isolamento telefonico è durato più di una settimana.
“Inutili e vane sono state le proteste e le sollecitazioni alla Telecom per evitare simili situazioni che sono proprie di aree sottosviluppate da terzo o quarto mondo e non cerro – accusa l’imprenditore pianigiano De Masi – in un’area come quella di Gioia Tauro che dovrebbe essere al contrario all’avanguardia nelle infrastrutture e nelle telecomunicazioni”.
Un ultimo appello, l’imprenditore lo rivolge quindi agli operatori del colosso delle telecomunicazioni.
“Sconcertato da questo stato di cose non ci rimane altro, – conclude De Masi – dopo aver tentato di tutto, che sperare nella buona volontà degli operatori della Telecom”.
