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Ambiente, gestione sotto accusa

GIOIA TAURO ­ Doveva essere una conferenza stampa convocata per annunciare la ritrovata unità di sindacati, sindaci e associazioni ecologiste della Piana di Gioia Tauro attorno al dissenso “senza se e senza ma” nei confronti del raddoppio dell’impianto termovalorizzatore di contrada Cicerna, e alla fine s’è trasformata invece in una sorta di processo che amministratori e parti sociali hanno intentato contro l’intera gestione dei rifiuti e dell’energia a livello regionale. Un’occasione, quella dell’incontro con i giornalisti convocato ieri mattina a San Ferdinando da Cgil, Cisl e Uil reggini, associazione dei sindaci “Città degli Ulivi” e vari movimenti ambientalisti, per mettere il dito nella piaga dell’emergenza ambientale in Calabria.
Quella che dal 1997 è commissariata ininterrottamente, impedendo, come ha detto qualcuno, «un confronto serio sul tema tra gli attori del territorio e le istituzioni sovracomunali». Ad unire sigle sindacali, primi cittadini e attivisti dell’ambiente nella Piana, non c’è solo dunque la “preoccupazione” per le dichiarazioni dell’assessore Regionale all’Ambiente Diego Tommasi in merito all’eventualità del potenziamento del megainceneritore di Gioia Tauro, ma tutta una serie di valutazioni negative sulle decisioni “imposte dall’alto” degli ultimi anni che tra termovalorizzatore, centrali a metano e rigassificatore, rischiano seriamente di trasformare questa parte della fascia tirrenica della provincia reggina in una delle aree a più alto tasso di produzione energetica del mondo.
«A Reggio vogliono costruirci solo impianti insalubri, mentre i progetti di sviluppo vengono destinati in altre zone della Calabria», ha attaccato il sindaco di San Ferdinando, Francesco Barbieri. Seguito a ruota dal segretario della Cgil di Gioia Tauro, Pasquale Larosa, il quale dopo aver relazionato sull’incontro di giovedì con il Commissario Regionale per l’emergenza ambientale, non ha perso l’occasione per rinfocolare la polemica con Tommasi, affermando che «famigerato diventa chi scrive nel programma elettorale che è contro il raddoppio dell’inceneritore di Gioia e dopo 16 mesi di governo cambia idea e non modifica il piano regionale dei rifiuti». Pollice verso dunque nei confronti dei Verdi calabresi, ai quali, Zito (Uil) e Piscioneri (Cisl) hanno detto di aspettarsi che il ministro Pecoraro Scanio «si ricordi di bloccare gli inceneritori anche in Calabria così come ha fatto in Sicilia».
«La Piana non può continuare ad essere sistematicamente tagliata fuori dalle decisioni strategiche» ha aggiunto il sindaco di Polistena, Giovanni Laruffa, denunciando anche il cattivo funzionamento della prima linea dell’inceneritore nel quale, ha rilevato, «che occorre verificare se vengono bruciati anche i rifiuti differenziati senza che nessuno controlli». Nel “quaderno delle doglianze” aperto ieri mattina è finita infatti anche la gestione dei rifiuti sulla quale, a detta dei sindaci, peserebbe «il conflitto d’interesse tra la società che cura questo servizio e chi gestisce l’impianto di termovalorizzazione». Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli ambientalisti del Wwf, GreenPeace e “Piana Verde Gioia Tauro” dai quali è stato lanciato un ennesimo appello contro i rischi per la salute e per l’ambiente dovuti alla diossina emessa dai forni dell’inceneritore. «Presto verremo convocati dalla Regione, questo ci è stato assicurato: a Loiero chiederemo una valutazione comparata dell’impatto ambientale di tutti gli impianti della Piana e l’istituzione immediata di un tavolo di concertazione per ridiscutere l’intera partita»: così ha concluso il sindaco di Cittanova Franco Morano, al quale ha fatto eco ancora Larosa, affermando che «se non ci saranno risposte, la Piana è pronta ad una grande mobilitazione per i primi giorni di ottobre».
Solo una la voce fuori dal coro ieri mattina: quella dell’esponente dei Verdi Lugi Carrano, che ha polemizzato con quei comuni della Piana “che oggi strepitano contro il raddoppio del termovalorizzatore ma che non hanno nemmeno partecipato al bando regionale sui fondi per la differenziata”. Troppo tardi però: la sfida della Piana di Gioia Tauro sul fronte ambientale, ormai era stata lanciata.

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Dati Post

Data
settembre 9th, 2006

Autore
A.

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