Termovalorizzatori osteggiati
GIOIA TAURO – Si è tenuto giovedì mattina, in un clima sereno e costruttivo ed improntato alla massima correttezza e chiarezza, il previsto incontro fra il commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria, prefetto Carlo Alfiero, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, in merito alla vicenda del raddoppio dell’impianto termovalorizzatore dei rifiuti a Gioia Tauro. È quanto si legge in una nota stampa dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale. “Il prefetto Alfiero, nel corso della riunione – si legge ancora nella nota – ha rappresentato tutti gli aspetti tecnici e giuridici relativi al raddoppio dell’impianto. In particolare è stata data la massima assicurazione sul rispetto della normativa in materia di tutela ambientale e di eliminazione di ogni minimo rischio per la popolazione. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro posizione con riferimento a problematiche più vaste e relative alla localizzazione nella stessa area di più impianti tecnologici e, di conseguenza, di una valutazione globale della distribuzione sul territorio delle varie iniziative impiantistiche dei diversi settoriâ€Â. “La vicenda del termovalorizzatore di Gioia Tauro presenta aspetti sconcertanti, che neanche le ulteriori dichiarazioni dell’Assessore regionale all’Ambiente tendono a chiarire. Conoscendo la sensibilitàe gli orientamenti dell’assessore Tommasi, che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi mesi di collaborazione con la nostra associazione, abbiamo atteso sperando che si trattasse solo di un fraintendimento, piuttosto che di uno sconcertante abbaglio. Francamente la replica non convinceâ€Â. È quanto afferma, in una nota, Nuccio Barillàdella Direzione nazionale di Legambiente. “In realtà– prosegue Barillà– le dichiarazioni di Tommasi se da una parte servono a precisare le responsabilitàdella scelta del raddoppio dell’impianto a cui è oggettivamente estraneo, d’altra parte non fugano i dubbi rispetto ai ripensamenti dell’Assessorato all’Ambiente che emergono dalle dichiarazioni da cui è partita la polemica e che sembrano incontestabilmente avallare quella scelta. Né sembra corretto il rifugiarsi dietro le responsabilitàdell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale. Lo stesso pronunciamento del Consiglio di Stato, pur rigettando il ricorso contro l’impianto, non entra nel merito delle scelte politiche di gestione dei rifiuti. Questo, infatti è un compito al quale l’assessorato regionale all’Ambiente non può sottrarsiâ€Â. Per Barillà“il paradosso sta nel fatto che la scelta del raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro contraddice in modo evidente le stesse linee programmatiche dell’assessorato proposte da Tommasi che tra i punti essenziali indica l’incremento della raccolta differenziata e, soprattutto, la redazione di un nuovo Piano regionale dei rifiuti che riorganizzi il settore sia a livello gestionale che impiantistico, come del resto chiesto insistentemente da molti anni anche dalla nostra Associazioneâ€Â. “Legambiente, pur non escludendo l’ipotesi dell’incenerimento dei rifiuti, – sottolinea ancora Barillà– da sempre sostiene che tale forma di smaltimento deve essere applicata esclusivamente alla chiusura di un ciclo che preveda nell’ordine: la riduzione, il riuso, la raccolta differenziata, il riciclo ed in ultimo, e solo per una ridotta quota parte, l’incenerimentoâ€Â. “Sposando pienamente le ragioni sindacali, ci uniamo alle istanze di chiarimento avanzate sul raddoppio del termovalorizzatore di Reggio Calabria, chiedendo in merito un incontroâ€Â. È quanto ha scritto il sindaco di Rosarno, Carlo Martelli, in un telegramma inviato al commissario per l’emergenza rifiuti ed al presidente della Regione, Agazio Loiero, circa la situazione del termovalorizzatore di Gioia Tauro. “Voglio rappresentare l’ansia – ha aggiunto – e le preoccupazioni dei cittadini di Rosarno per la superficialitàcon la quale le autoritàcompetenti decidono di trasformare il nostro territorio in una pattumiera al servizio dell’intera regioneâ€Â.
