Udc, Giusti anima il dibattito
GIOIA TAURO – Anselmo Giusti, ex dirigente provinciale dell’Udc, non usa mezze misure per chiedere l’azzeramento dei vertici provinciali del suo partito.
La sua requisitoria parte dal lontano Nel giugno del 2005 – racconta Giusti – in una assemblea molto limitata nel numero dei soci del partito, tenutasi al dopolavoro ferroviario di Reggio Calabria, e presieduta dall’allora viceministro Mario Tassone, facevo osservare ufficialmente che in pochi giorni non era possibile fissare un data per procedere alle elezioni ufficiali del segretario provinciale, del comitato provinciale, dei delegati al congresso regionale e nazionale dell’Udc. Alla mia esplicita richiesta, il signor presidente mi redarguisce con un pizzico di risentimento esplicitandomi di evitare di creare turbative all’assemblea.
L’intervento dell’ex dirigente, si colloca nel dibattito avviato a livello regionale dalla Scudocrociato, dopo la recente assemblea di Lamezia, finita tra le polemiche.
Il partito si è rinnovato in toto – sottolinea – con la sola esclusione purificatrice del mio nominativo.
Questa è la democrazia compiuta che caratterizza l’Udc di Reggio Calabria. A questo punto Giusti pone una serie i quesiti a cui cerca anche di dare delle risposte.
Quali i frutti raccolti – domanda – a distanza di un anno? La bocciatura di Lillo Manti a presidente della Provincia; la perdita di un paio di Comuni importanti, ivi compreso la cittàdi Catanzaro con la clamorosa sconfitta di Mario Tassone non arrivato neanche al ballottaggio. Siamo alle considerazioni finali sulla gestione di Franco Candia.
L’Udc reggina è veramente alla sfascio! Tanti generali, pochi o niente soldati. A questo punto l’unica cosa da fare è che tutti gli attuali dirigenti si dimettano democraticamente, la segreteria nazionale nomini un commissario all’altezza dell’arduo compito, al fine di tentare qualche fase di possibile recupero.
Francesco Altomonte
(fonte calabria ora)
