All’insegna delle divisioni

GIOIA TAURO - Ultime ore intense per la presentazione delle liste per le elezioni comunali a Gioia Tauro, dove, tra i partiti politici in corsa per il governo del comune, sembra che a regnare sia la frammentazione più assoluta.
Ma non solo: a dare una scorsa agli schieramenti in campo, l’altro elemento che salta all’occhio è sicuramente la «trasversalità», per dirla alla Salvino Moro, il segretario cittadino dei Ds, che nell’annunciare ufficialmente la candidatura a sindaco del capogruppo consiliare diessino uscente Cosimo Altomonte, alla testa di un “listone” formato appunto da Quercia, Rifondazione e Pdci, è andato giù pesante nel commentare il quadro politico che si presenterà, il prossimo 28 maggio, agli elettori della città del Porto. «Come Ds avevamo cercato di mettere insieme tutto il centrosinistra – ha affermato Moro – non è stato possibile raggiungere un accordo per colpa dell’Udeur che ha tergiversato, scegliendo infine di costruire un’aggregazione “ibrida” e trasversalista con candidato a sindaco l’avvocato Giuseppe Luppino. La Margherita poi, si è svuotata e non è stata in grado nemmeno di costruire una sua lista: coloro che dicono di essere di questo partito ma si presenteranno in coalizioni diverse dall’Unione, attestano il falso». Ecco allora la decisione della Quercia di serrare le fila e candidare a primo cittadino, con l’appoggio di Prc e Pdci, un nome storico della sinistra a Gioia, quel Cosimo Altomonte, anziano quadro del Pci-Pds-Ds, che sempre a sentire Salvino Moro «rappresenterà la coerenza e l’unica vera alternativa al centrodestra e a quel sistema di potere che i movimenti “ibridi” vogliono costruire in questa città». A pensarla non esattamente così è invece Renato Bellofiore, volto giovane de “i Socialisti” del leader regionale Saverio Zavettieri, il quale ha dato ormai per assodato che il suo partito, in dissenso proprio con il resto del centrosinistra, concorrerà da solo alla guida di Palazzo Sant’Ippolito. Anche per quest’ultimo, la responsabilità della divisione del centrosinistra è in gran parte addebitabile all’Udeur dell’ex-assessore Luppino, ma, dice, l’esponente socialista, «da settembre abbiamo vanamente tentato di dialogare con gli altri partiti dell’Unione senza costrutto. A un certo punto ci siamo sentiti presi in giro e perciò abbiamo deciso, che la nostra battaglia, la faremo da soli, visto anche che il nostro gruppo non condivide l’operato che l’intera classe politica, sinistra compresa, ha fatto negli ultimi 20 anni a Gioia, dove disoccupazione, degrado e disservizi la fanno da padroni». Se il centrosinistra lacerato, piange, nel centrodestra certamente non si ride. I partiti della CdL non sono indenni da trasversalismi, visto che secondo le ultime notizie sembra ormai scontata la frattura tra Forza Italia e gli altri partiti tradizionalmente alleati. Dopo un lungo approfondimento i forzisti hanno praticamente sciolto ogni dubbio decidendo di schierarsi in appoggio al candidato dell’Udeur, Luppino con le proprie liste. Gli altri pezzi della CdL, e cioè Udc, An, Pri e N.Psi, dovrebbero invece confermare il loro appoggio al sindaco uscente Giorgio Dal Torrione. f.c.

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